16-23/05 TREKKING SICILIA ORIENTALE

17-06 – Siamo alloggiati nell’Hotel Orizzonte ad Acireale. La guida Gregorio ci aspetta all’inizio del sentiero denominato “schiena dell’asino” in quanto è considerato tra i più suggestivi tra i sentieri di “Mamma Etna” Si snoda tra una fitta pineta che, con l’aumentare dell’altitudine, lascia il posto a praterie di astragalo, saponaria, e altre tipiche piante della fascia medio/alta della “Muntagna”. Il cielo è coperto da fitte nubi e soffia un vento freddo, a volte anche forte. Dopo circa 2,5 km riusciamo a scorgere l’enorme Valle del Bove. Purtroppo, non riusciamo a vedere che a poche centinaia di metri di distanza e tantomeno il Cratere di Sud Est, che dall’alto dei suoi 3357 m+ svetta sulla Sicilia Orientale. Continuiamo l’ascesa ma il vento diventa sempre più freddo e forte. Alcuni di noi tornato indietro verso il Rifugio Sapienza con una guida. Sebastiano ci propone di non salire oltre in quanto restando in basso siamo più coperti dal vento. Quindi rinunciamo ad arrivare a un cratere poco sopra di noi e proseguiamo in orizzontale per un pezzo prima di iniziare la discesa. Lo spettacolo è lunare con dei muchi di lava sminuzzata, forse formati dal venti, sui quali una vegetazione verde e pungente (cuscini di suocera) che rendono l’ambiente ancora più spettacolare. Arriviamo sulla strada asfalta che ci conduce al Rifugio Sapienza dove ci aspettano i nostri amici scesi in precedenza. Il vento continua a soffiare e solo dentro al Rifugio troviamo un po’ di sollievo e riusciamo a rifocillarci. Percorsi 7 km, dislivello 450 m +.
18-06 Oggi la destinazione sono le Gole di Alcantara. Raggiungiamo il ponte di Mitogio, luogo dal quale si diparte un sentiero che tanto racconta di un’antica ruralità perduta. Camminando tra terrazzamenti e saje, testimoni di metodi di irrigazione di origine araba. Dopo un percorso di alcuni km raggiungiamo le imponenti Gole dell’Alcantara. Uno spettacolo naturale di una bellezza unica: un canyon strettissimo solcato sul fondo da un tranquillo fiumiciattolo che nei secoli è riuscito a scavare nella roccia lavica un canale profondo circa 25 m. L’acqua è fresca ma non si può rinunciare a bagnarsi per andare a scoprire e ammirare la bellezza di questo misterioso canale tutt’oggi oggetto di studi. Sulla spiaggetta adiacente facciamo una sosta ristoratrice per contemplare meglio l’ambiente di questo misterioso canalone molto stretto e custode di un’affascinante storia geologica tutt’oggi oggetto di studi. Dopo un ristoro presso i chioschi sulla strada facciamo un breve tragitto in bus fino a Francavilla di Sicilia, per percorrere il sentiero delle Gurne con le sue incantevoli attrazioni storiche e naturalistiche, una vegetazione lussureggiante e persino un antico mulino, dove già a fine Ottocento si sperimentò la produzione di energia idroelettrica, rendono speciale quest’esperienza alla scoperta dei rapporti tra territorio, uomo e ambiente.
19-06 Appuntamento con il bus a Piano Provenzana, 1.800 m sul Versante Nord dell’Etna. Ci ritroviamo in una enorme pineta piantumata all’inizio del 1900 a camminare quasi in piano in mezzo aquesti enormi pini e, più in alto, grandi faggi, alla scoperta della frattura eruttiva e dei crateri relativi all’eruzione del 2002-03. La camminata è agevole, ci sono ancora le nuvole che non ci permettono di vedere “a muntagna” ma non c’è più il forte vento di lunedì e si cammina piacevolmente avvolti in una natura stupenda in mezzo alla lava fino alla bocca eruttiva del 1923. Continuando sulla strada arriviamo alla Grotta dei Lamponi. Le guide ci avevano già fornito una serie di caschi in plastica e, arrivati ai margini di una buca di almeno 5/6 metri vediamo l’ingresso della grotta. A turno le guide ci aiutano e scendere nella buca a gruppi di circa 15 persone e con potenti pile ci fanno percorrere, non senza qualche difficoltà ambientale, i circa 80 m di lunghezza di questa grotta. E’ stata un’esperienza di notevole impatto emozionale in quanto è abbastanza difficile trovare altri ambienti simili. Terminata l’esperienza grotta continuiamo il cammino sotto la pineta e arriviamo al Bivacco Timparossa. Ci fermiamo per una pausa ristoratrice e di recupero forze. Ancora alcuni km di pineta e arriviamo al parcheggio del bus per tornare in Hotel. Camminato per circa 9 km con un dislivello+ di 350 m e discesa di -750 m.
20-06 Dopo colazione partiamo con il bus verso il centro storico di Siracusa, Una delle colonie greche più antiche e importanti del Mediterraneo, un luogo ideale dove arte e cultura mescolano profonde radici del passato. Visitando il sito archeologico abbiamo potuto scoprire sia la zona archeologica greca, e poi le vestigia di quelle costruite dai Romani. Siracusa è stata per i Greci una città molto importante e potente e fu anche la patria di Archimede. Cicerone la definì la città greca più bella di tutte. Con una guida simpatica e ben preparata abbiamo passeggiato nelle leggendarie latomie, provato a sentire gli echi dell’orecchio di Dionisio, ammirato la cavea del teatro greco dove ancora oggi vengono rappresentate le tragedie greche. Un’ora di pausa per pranzare e ritrovo al Tempio di Apollo per una visita guidata nella parte storica del quartiere di Ortigia, il più antico della città. Visita dell’imponente Duomo barocco che rappresenta l’unica chiesa al mondo aperta al culto ricavata dentro il tempio greco dedicato alla dea Athena. Sia all’interno che all’esterno della costruzione sono visibili le colonne greche che ancora oggi sostengono la cattedrale. Ancora un ultimo giro tra le viuzze di questa stupenda cittadina e partenza con il bus alla volta dell’Hotel Terradamari a Marina di Modica. Una struttura nuova e lussuosa costruita lo scorso confinante con una enorme e bellissima baia sabbiosa di notevole bellezza.
20-07 Le nostre guide ci attendono all’ingresso della Riserva di Vendicari. Visitare questo stupendo luogo ci da l’opportunità di fare e ammirare un percorso naturalistico e storico dentro quella che è considerata una delle riserve più importanti rappresentative d’Europa, Centinaia sono le specie di uccelli che la scelgono ogni anno come luogo di sosta nel viaggio verso le zone di riproduzione. Inoltre è uno dei pochi luoghi in cui è ancora possibile ammirare lo splendore della macchia mediterranea. Camminiamo su coste rocciose affacciate al mare, fino a quando vediamo sotto di noi una bella spiaggia. Quindi immediata discesa per la scalinata in legno e tutti in libertà al sole o in mare a fare il bagno. Pausa di ristoro e altri 3/4 km di camminata per arrivare al bus che ci attendeva nella parte opposta della camminata. Direzione verso il caratteristico borgo marinaro di Marzamemi. Paesino molto bello e rinomato anche per i rinomati ristoranti che servono degli ottimi pranzi a base di pesce. C’è anche un magazzino di gustose preparazioni siciliane dove quasi tutti noi hanno fatto acquisto di prodotti locali. Soprattutto abbiamo avuto l’occasione di gustare un gelato o una granita la cui bontà è difficile da raccontare. Peccato per la visita troppo breve. In serata abbiamo prenotato un bus che ci porta a visitare Modica Alta e Bassa con un trenino turistico Altra buona occasione per gustare un ottimo gelato.
21-07 Cavagrande del Cassibile: Oggi è l’ultimo giorno di questo trekking e andiamo a camminare nella riserva naturale Cavagrande del Cassibile, un’enorme depressione rocciosa che scendiamo abbastanza facilmente attraverso un largo sentiero pietroso utilizzato un tempo per far transitare muli e quindi in molti tratti sono stati incisi anche degli scalini nella roccia. La maggior parte del sentiero è in ombra e arriviamo senza particolari difficoltà al fondo di questa depressione. Al fondo della discesa ci troviamo di fronte al fiume Urvu di Maruzza che scorre tranquillamente sul fondo formando un laghetto naturale profondo circa 6 metri. Ci sono persone che stanno rinfrescandosi in quest’acqua limpidissima. Anche alcuni di noi fanno velocemente un tuffo, ma dovendo andare a visitare Noto i tempi sono stretti e per quasi tutti c’è solo il tempo per una panino e quello di rinfrescarsi un po’ i piedi. Riprendiamo la ripida salita per arrivare dalla parte opposta. La nostra guida ci fa notare come nella stessa conca ci siano due ambienti fitoclimatici diversi che caratterizzano quest’area naturalistica: la rigogliosa macchia mediterranea dell’altopiano e la maestosa macchia arborea costituita dalle tipiche piante mediterranee tipo ulivi, fichi lentischi ecc. Breve tragitto sul bus ed eccoci a Noto, città molto bella completamente ricostruita dopo il terribile terremoto del 1693 che la distrusse completamente. La ricostruzione venne fatta in stile barocco e ancora oggi la via centrale ci ha offerto delle suggestioni notevoli per la bellezza dei palazzi e delle chiese. Peccato per il Duomo che, a parte la facciata rimasta intatta, nel 1996 la parte interna sia completamente crollata, evidentemente per alcuni difetti di costruzione. Ritorno all’hotel e fine del viaggio. Percorsi km 8,5 e m 250+ dislivello Ci rimane solo più il ritorno di domani sabato 22 maggio.









